Da qualche giorno si è abbattuta sui siti la scure del Mobilegeddon, ovvero l’Armageddon del mondo mobile, una sorta di Apocalisse per quei siti che non si saranno resi compatibili con il mondo del mobile (smartphone e tablet).

Aiuto! C’è davvero da preoccuparsi? Vediamo meglio cos’è il Mobilegeddon.

L’antefatto

Il Mobilegeddon è scattato lo scorso 21 aprile scorso quando Google, il più importante e utilizzato motore di ricerca, ha compiuto la scelta decisiva di favorire i siti web compatibili con il mobile.

Ma cosa significa “favorire” e cosa vuol dire “siti compatibili”?

Significa che Google premierà da ora in poi nel posizionamento sulle pagine dei risultati di ricerca i siti navigabili agevolmente da smartphone e tablet.
I siti dunque mai come ora dovranno essere responsive, ovvero adattabili alla dimensione dello schermo da cui si sta navigando, e non solo più per questioni (non certo meno importanti e strategiche) di estetica e di fruibilità dei contenuti, che in questo modo risultano agevolmente leggibili sia da schermi piccoli (da 3” o 10”) così come da monitor molto ampi (es. 27” o superiori), ma ora anche per mantenere salde (o raggiungere come mai fino a ora) una buona posizione nelle SERP (letteralmente Search Engine Result Pages, ovvero le pagine dei risultati di ricerca di Google).

Va precisato che l’algoritmo così modificato da Google non avrà impatto sulle ricerche da computer desktop, ma andrà a incidere solo sulle ricerche da dispositivi mobili, motivo per cui è stato chiamato Mobilegeddon. Considerato tuttavia che è proprio dell’altro giorno la notizia ufficiale di Google che le ricerche da mobile hanno sorpassato quelle da pc desktop, attrezzarsi per ottimizzare il proprio sito per i dispositivi mobili diventa una necessità, se non un imperativo, per restare al passo con la concorrenza, e non soccombere al Mobilegeddon :-)

mobilegeddon

Solo in Italia, infatti, la diffusione degli smartphone ha raggiunto nel 2014 il 61% della popolazione (dato Nielsen) e il numero di accessi a Internet da mobile ha superato quelli da desktop: il 58,5% del tempo totale speso online è su smartphone e tablet, ed è generato da 15 milioni di utenti unici (tra i 18 e i 74 anni) nel giorno medio, contro i 12 che si collegano da un computer (dati Audiweb).

Google cambia per adattarsi al cambiamento

Il cambiamento introdotto da Google con il Mobilegeddon punta dunque semplicemente ad adattarsi al comportamento dei navigatori del web, aiutandoli a trovare contenuti più interessanti e di qualità, ottimizzati appunto per i dispositivi mobili.

Per approfondire l’argomento è utile la visione di questo video che spiega bene in cosa consiste ciò che in toni apocalittici è stato subito definito il Mobilegeddon!

Ma in pratica cosa cambia con l’avvio del Mobilegeddon?

In pratica da ora in poi se un sito non è stato pensato anche per il mondo mobile verrà penalizzato da Google, ovvero se prima del 21 aprile un sito si posizionava nella prima pagina dei risultati di una ricerca da mobile, oggi potrebbe non esserlo più; viceversa, chi si aggiorna alla modalità responsive può ottenere più facilmente una posizione più alta, mirando magari alla prima pagina.

Come verificare se sono a posto?

La verifica è molto semplice e la risposta la da lo stesso Google. Basta infatti collegarsi al semplice tool di verifica della compatibilità messo a disposizione da Google, inserire l’indirizzo del proprio sito e cliccare “analizza”; in pochi secondi il sito verrà analizzato.
Se appare una schermata come quella sotto, come nel caso del sito di Oplà comunicazione, il vostro sito sarà stato giudicato compatibile da Google e dunque tutto OK!

compatibilita-opla

Se invece appare una schermata come questa, le cose si mettono male :-( e occorre intervenire al più presto per rendere il sito compatibile per i dispositivi mobili, e sfuggire così al Mobilegeddon!

compatibilita-negativa

In un caso come questo, la soluzione migliore è rivolgersi a un professionista, perché purtroppo non è detto che la soluzione sia banale.
Occorre infatti fare un’analisi approfondita, innanzitutto sulle indicazioni che Google stesso fornisce per ottimizzare il sito, e più in generale per valutare quale sia la soluzioni migliore per effettuare il cambiamento (che in certi casi potrebbe tradursi anche nel rifacimento completo del sito).

Hai fatto il test di compatibilità e il tuo sito è risultato
NON ottimizzato per i dispositivi mobili?

About the Author: Riccardo Giletta

Opera da oltre 23 anni nel settore dell’Information Technology come sistemista e project manager, si occupa di WordPress e analisi SEO.

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